Psicologia applicata

Il Marcus del prof. Sambin .

Bere un vino non è mai un’operazione neutra, priva di implicazioni umane. Un vino ti racconta un pezzo della tua storia, che poi si incrocia con quella di altri e diventa una narrazione corale, ampia, non necessariamente lineare ma senza dubbio interessante. L’altra sera mio zio ha aperto una bottiglia di un metodo classico del suo, annata 1990. Prodotto a suo tempo con un compaesano, ex partigiano, scomparso che non è tanto. Quella bottiglia parlava anche di lui e del suo entusiasmo per gli uomini e le vigne. Ma il 1990 è l’anno dei mondiali, e il tiraggio coincideva con una partita, chissà quale, e allora tra le bolle salta fuori anche un po’ di Schillaci e di mio zio diviso tra soggiorno e cantina. Poi nel 1990 è nata anche mia sorella, e mi sa che mia mamma seguiva le operazioni col pancione e mio padre a fianco o forse davanti alla TV. Il 1990 è stato un anno pieno, diamine, e quel vino lo era altrettanto, e ancora forte e frizzante.

Preambolone per raccontare di un assaggio da scrivere: Marcus, bordolese di Marco Sambin, professore di psicologia di Padova, innamorato delle vigne dei Colli Euganei, che nel 2002 decide di dedicare parte della sua vita a questo curioso lembo di terra. Viticoltura “biologico dinamica”, rese bassissime, fermentazioni spontanee, un anno in barrique di primo e secondo passaggio prima del taglio, poi sei mesi o un anno in bottiglia. Ho conosciuto il prof. Sambin a Rovereto, in occasione di una piccola tavola rotonda tra vignaioli, che ho avuto il piacere di moderare. Termine che mai fu meno calzante, perché i partecipanti erano tutte persone di assoluta auto moderazione, e modeste e sobrie e piacevoli. Il prof. Sambin è una di quelle persone che ti rilassano solo ad ascoltarle, elegante nei modi ma non accademico, preciso ma non professorale. Beh, che dire, il vino Marcus assomiglia molto al suo creatore. Bordolese di rara pulizia e garbo, in Italia, dove spesso per “fare come i francesi” si ammazza l’uva a legnate.

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Una risposta a “Psicologia applicata

  1. Non credo di poter cogliere tutte le sfumature della frase sui francesi, l’uva e le legnate, considerato che bevo solo acque e succhi di frutta. Schillaci invece, quello lo conosco.

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